Scritti e conferenze su Dario Buccino

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Marco Crescimanno

Dario Buccino: per un'etica della percezione
“Festival Nuove Musiche 2014”, Fondazione Teatro Massimo, Università degli Studi, Conservatorio V. Bellini, Palermo 2014

ABSTRACT
«Dario Buccino è una delle figure più interessanti dell’attuale panorama musicale internazionale. Compositore, strumentista, vocalista, artista performativo, teorico, didatta, progettista di strumenti musicali, in oltre vent’anni di attività ha precorso le attuali tendenze della musica contemporanea, basate sull’integrazione di musica e performance art. Le sue opere intensificano l’attenzione percettiva e propriocettiva di chi suona e di chi ascolta, precipitandola nell’esperienza di un perdurante, intenso qui e ora.

Dai primi anni Novanta, Buccino ha elaborato il Sistema HN (acronimo di hic et nunc), un sistema musicale basato sull’organizzazione compositiva delle forze profonde del processo performativo. Nel 1994 è stato invitato come Compositore Ospite presso i Ferienkurse für Neue Musik di Darmstadt per presentare il suo sistema, definito da Heinz-Klaus Metzger un’«invenzione artistica sorprendente», in grado di «parametrizzare il dolore». 

Il sistema utilizza una tecnica di notazione originale, dotata di una struttura semiotica coerente – sintattica, semantica, pragmatica – e caratterizzata dalla funzione cardinale di specifici parametri corporali ed esperienziali. Attraverso il Sistema HN Buccino trascende i parametri tradizionali del suono – altezza, durata, timbro, dinamica – a favore della strutturazione di fatti sonori concepiti come unione inscindibile di fenomeno acustico e processo esecutivo.

Con le sue opere Buccino ha allargato in molti sensi i confini del "musicabile", coniugando il radicalismo della sua ricerca sul suono e le azioni fisiche che lo producono, con un’attenzione costante e irrinunciabile agli esiti "ascoltuali" delle sue musiche, riuscendo a creare opere di grande bellezza e potenza espressiva.»

 



Heinz-Klaus Metzger

L'iniziazione alla musica nell'opera didattica di Dario Buccino
Università degli Studi di Palermo, Dipartimento di Storia della Musica, 1997

«Oggi il canto popolare non vive più, così come tutte le culture musicali non vivono più: sono state liquidate dall'industria culturale. [...] Come si pone, in questa situazione, il problema dell'iniziazione alla musica? [...]. L'iniziazione non può più essere un imparare qualcosa, ma un disimparare. Bisogna disimparare l'industria culturale e le sue conseguenze [...]. Questo comincia a diventare anche il problema dei compositori stessi, poiché i compositori giovani, delle nuove generazioni, hanno ricevuto la loro socializzazione tramite l'industria culturale.»

«Se Dario Buccino è diventato un compositore, è stato disimparando la sua socializzazione musicale [...]. Questo processo di disimparare è una cosa molto complessa, molto impegnativa, molto radicale.»

«Recentemente ho sentito una composizione di Dario per due pianisti, cioè per pianoforte a quattro mani [...]. Questi pianisti non agiscono soltanto sul pianoforte, ma anche su se stessi, uno sull'altro, e l'azione pluridimensionale, pluriparametrale, è spinta a un punto tale che perfino il respiro, che nel pianoforte, diversamente dal canto, normalmente non conta, invece qui conta, ed è anche composto. Dunque il ricorso al proprio corpo mi sembra centrale, nel lavoro di Dario Buccino, come modo di scappare, di negare l'industria culturale con le sue astrazioni.»

«Per iniziare i bambini alla musica oggi [...] non si può dire: "voi siete nelle mani del diavolo. Abiurate. Separatevi da Satana [...]". L'unico modo possibile per la salvezza, è la seduzione. Sedurre i bambini ad altro [...]. Sedurre i bambini ad attività fuori dall'industria culturale. Queste composizioni per bambini di Dario Buccino, lavorano [...] con materiali e azioni che tradizionalmente non vengono considerate musicali e che non vengono ammessi dall'industria culturale come musicali.»

«Io riconosco a questi [...] esercizi di iniziazione [...] quel che Adorno chiamava il carattere conoscitivo dell'opera d'arte.»

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Pietro Misuraca

‘Il Suono dei Soli’ e le lamiere di Dario Buccino
In Curva Minore Contemporary Sounds, ed. Gaetano Pennino, Casa museo Antonino Uccello, Palazzolo Acreide, 2009, pp. 98–111

«Funzionale a questa singolare ricerca che passa attraverso la sensibilizzazione dell’azione fisica dell’esecutore è un sistema di notazione non tradizionale che Buccino ha messo a punto a partire dal 1991 e ha successivamente denominato Sistema HN

«Buccino mira dunque a ritrovare la forza archetipica del suono attraverso il corpo dell’interprete (o attraverso il suo stesso corpo laddove è interprete di se stesso): estraendo dunque gli eventi sonori da ogni minimo moto del corpo umano, ne distilla la verità più profonda e nascosta, rendendo così compiutamente udibile e comunicabile quella musica humana che nella famosa concezione di derivazione pitagorica – che tanta importanza conservò nel Medioevo e ancora nel Rinascimento – era l’armonia psicofisica partecipe dell’armonia del cosmo, inudibile come la musica delle sfere e comprensibile con un atto di introspezione. Nella scintilla dell’attimo performativo, bruciante e intensissima, si alterano allora gli stati di coscienza dell’ascoltatore.» 

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Stefano Lombardi Vallauri

The Composition of Experience (and its Notation) in the Musical-Holistic Art of Dario Buccino
“EuroMAC 2014 – 8º Convegno Europeo di Analisi Musicale”, Leuven, Belgio 2014.
In dossier Analysis Beyond Notation in XXth and XXIst Century Music, ed. Alessandro Bratus e Marco Lutzu, El Oído Pensante, 4/1, 2016

ABSTRACT
«Oggi la musica non è più esclusivamente un'arte performativa: come nel caso della musica elettronica (sperimentale e popolare), può essere prodotta esclusivamente con la tecnologia, senza l'azione fisica diretta di uno strumentista. Rispetto a questo paradigma estetico, il compositore italiano Dario Buccino (Roma, 1968) fa esattamente l'opposto, creando una musica che è perfino iper-performativa, essendo composta con obiettivi altrettanto ambiziosi per quanto riguarda le azioni fisiche richieste per produrre il suono e per quanto riguarda il suono stesso.

A tal fine, Buccino ha sviluppato un sistema di notazione originale, con molte soluzioni grafiche ad hoc, dove i simboli musicali sono integrati da indicazioni sull'atteggiamento propriocettivo, le azioni fisiche da attuare durante la performance (spesso simili a quelle del teatro di ricerca, della danza e della body art) e soprattutto le esperienze percepite nel suonare.

In questo senso, Buccino si spinge oltre la “musica intuitiva” di Karlheinz Stockhausen (intorno al 1968-1970), le note Maulwerke di Dieter Schnebel (1968-1974, in progress) e la “musica concreta strumentale” di Helmut Lachenmann, e radicalizza un approccio che è tipico, invece, di altri generi musicali (tradizionali e popolari), in cui, a tutti i livelli, la forma (spesso estemporanea) deriva dal rapporto fisico esclusivo che si crea tra l’interprete e il suo strumento.

Le analisi devono far fronte a tutto questo, prima comprendendo la particolarità di questo sistema di notazione, in modo da valutare la sua pertinenza e le sue necessità, anche rispetto ai suoi precedenti storici e ai casi analoghi; poi, studiando una musica che non è solo musica, ma s'inserisce nell'ampia categoria dell'arte performativa; infine, cosa più importante, trovando un modo di integrare nel dominio scientifico non solo il suono e la struttura della musica, ma anche le esperienze interiori, in questo caso esteticamente eccezionali, di cui è veramente composta.»


Fedeli tradimenti: la ricezione cageana di tre compositori italiani nel Duemila
Convegno “Il caso, il silenzio, la natura. La ricerca di John Cage”
Biblioteca Nazionale di Napoli, Università degli Studi di Napoli, Dipartimento di Filosofia, 2012.
In Il caso, il silenzio, la natura. La ricerca di John Cage, eds. Vincenzo Cuomo, Leonardo V. Distaso, Mimesis, Milano-Udine 2013, pp. 41–59

ABSTRACT
«John Cage ha portato alle estreme conseguenze i principi della sua estetica. Il suo paradigma costituisce quindi tecnicamente un non plus ultra, la cui ricezione, per essere utile e significativa, non può che risultare ‘deviante'.

Nella relazione si indaga il modo in cui tre compositori italiani contemporanei – Federico Incardona (Palermo 1958-2006), Agostino Di Scipio (Napoli 1962) e Dario Buccino (Roma 1968) – recepiscono l'insegnamento di Cage nelle sue implicazioni più profonde, integrandolo però ognuno nella propria poetica con esiti lontanissimi sia dall'originale sia tra loro, che rivelano l'amplissimo spettro di categorie investite dal paradigma stesso: il rapporto con la natura e con l'ambiente, cifrato in quello col suono; il rapporto con la tecnologia; il senso del silenzio; la facilità/difficoltà dell'esperienza performativa o di ascolto; la funzione dell'indeterminazione e del caso.»


Azione fisica ed empatia nell'opera musicale-performativa di Dario Buccino
“Terzo Convegno Internazionale. Dialoghi tra Teatro e Neuroscienze”, Università degli Studi di Roma “La Sapienza”.
In Prospettive su teatro e neuroscienze. Dialoghi e sperimentazioni, eds. Clelia Falletti, Gabriele Sofia, Bulzoni, Roma 2012, pp. 205–209


Perfetta effimera accensione di vita. Formalizzazione sonora, performativa ed esperienziale nella musica di Dario Buccino
In Poli-Femo. Nuova serie di 'Lingua e Letteratura', 2, 2011, pp. 123–140