Scritti e conferenze su Dario Buccino

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Heinz-Klaus Metzger
L'iniziazione alla musica nell'opera didattica di Dario Buccino
Università degli Studi di Palermo, Dipartimento di Storia della Musica, 1997

«Se Dario Buccino è diventato un compositore, è stato disimparando la sua socializzazione musicale [...]. Questo processo di disimparare è una cosa molto complessa, molto impegnativa, molto radicale.

Recentemente ho sentito una composizione di Dario per due pianisti, cioè per pianoforte a quattro mani [...]. Questi pianisti non agiscono soltanto sul pianoforte, ma anche su se stessi, uno sull'altro, e l'azione pluridimensionale, pluriparametrale, è spinta a un punto tale che perfino il respiro, che nel pianoforte, diversamente dal canto, normalmente non conta, invece qui conta, ed è anche composto. Dunque il ricorso al proprio corpo mi sembra centrale, nel lavoro di Dario Buccino, come modo di scappare, di negare l'industria culturale con le sue astrazioni.

Queste composizioni per bambini di Dario Buccino, lavorano [...] con materiali e azioni che tradizionalmente non vengono considerate musicali e che non vengono ammessi dall'industria culturale come musicali. [...] Io riconosco a questi [...] esercizi di iniziazione [...] quel che Adorno chiamava il carattere conoscitivo dell'opera d'arte»

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Stefano Lombardi Vallauri 
Perfetta effimera accensione di vita. Formalizzazione sonora, performativa ed esperienziale nella musica di Dario Buccino
In Poli-Femo. Nuova serie di 'Lingua e Letteratura', 2, 2011, pp. 123–140

«Nei suoi trentacinque minuti di durata l’opera di Dario Buccino E allora, oggi, la mano la scorgo spiegare le linee, ordire pazienza (per violinista e vocalista; 1993-94) espone il fruitore a qualcosa di storico-stilisticamente capitale, ulteriore rispetto a tutto quanto raggiunto in precedenza dall’umanità e ancora insuperato. Non Roy Hart, Cathy Berberian, Demetrio Stratos, non Diamanda Galás, David Moss o Fatima Miranda hanno prodotto un documento vocale-esistenziale di tale scorticante nudità.» 

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Stefano Lombardi Vallauri
The Composition of Experience (and its Notation) in the Musical-Holistic Art of Dario Buccino
“EuroMAC 2014 – 8º Convegno Europeo di Analisi Musicale”, Leuven, Belgio 2014 | In dossier Analysis Beyond Notation in XXth and XXIst Century Music, ed. Alessandro Bratus e Marco Lutzu, El Oído Pensante, 4/1, 2016

«Oggi la musica non è più esclusivamente un'arte performativa: come nel caso della musica elettronica (sperimentale e popolare), può essere prodotta esclusivamente con la tecnologia, senza l'azione fisica diretta di uno strumentista. Rispetto a questo paradigma estetico, il compositore italiano Dario Buccino (Roma, 1968) fa esattamente l'opposto, creando una musica che è perfino iper-performativa, essendo composta con obiettivi altrettanto ambiziosi per quanto riguarda le azioni fisiche richieste per produrre il suono e per quanto riguarda il suono stesso. 

A tal fine, Buccino ha sviluppato un sistema di notazione originale, con molte soluzioni grafiche ad hoc, dove i simboli musicali sono integrati da indicazioni sull'atteggiamento propriocettivo, le azioni fisiche da attuare durante la performance (spesso simili a quelle del teatro di ricerca, della danza e della body art) e soprattutto le esperienze percepite nel suonare. 

In questo senso, Buccino si spinge oltre la “musica intuitiva” di Karlheinz Stockhausen (intorno al 1968-1970), le note Maulwerke di Dieter Schnebel (1968-1974, in progress) e la “musica concreta strumentale” di Helmut Lachenmann, e radicalizza un approccio che è tipico, invece, di altri generi musicali (tradizionali e popolari), in cui, a tutti i livelli, la forma (spesso estemporanea) deriva dal rapporto fisico esclusivo che si crea tra l’interprete e il suo strumento»

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Stefano Lombardi Vallauri
Azione fisica ed empatia nell'opera musicale-performativa di Dario Buccino
“Terzo Convegno Internazionale. Dialoghi tra Teatro e Neuroscienze”, Università degli Studi di Roma “La Sapienza” | In Prospettive su teatro e neuroscienze. Dialoghi e sperimentazioni, eds. Clelia Falletti, Gabriele Sofia, Bulzoni, Roma 2012, pp. 205–209


Stefano Lombardi Vallauri
Fedeli tradimenti: la ricezione cageana di tre compositori italiani nel Duemila
Convegno “Il caso, il silenzio, la natura. La ricerca di John Cage”Biblioteca Nazionale di Napoli, Università degli Studi di Napoli, Dipartimento di Filosofia, 2012 | In Il caso, il silenzio, la natura. La ricerca di John Cage, eds. Vincenzo Cuomo, Leonardo V. Distaso, Mimesis, Milano-Udine 2013, pp. 41–59

«John Cage ha portato alle estreme conseguenze i principi della sua estetica [...]. Nella relazione si indaga il modo in cui tre compositori italiani contemporanei – Federico Incardona (Palermo 1958-2006), Agostino Di Scipio (Napoli 1962) e Dario Buccino (Roma 1968) – recepiscono l'insegnamento di Cage nelle sue implicazioni più profonde, integrandolo però ognuno nella propria poetica con esiti lontanissimi sia dall'originale sia tra loro, che rivelano l'amplissimo spettro di categorie investite dal paradigma stesso: il rapporto con la natura e con l'ambiente, cifrato in quello col suono; il rapporto con la tecnologia; il senso del silenzio; la facilità/difficoltà dell'esperienza performativa o di ascolto; la funzione dell'indeterminazione e del caso»

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Lelio Giannetto 
Chiara Andrich e Dario Buccino: perfino la felicità
Discorso introduttivo in occasione dell’anteprima di “Perfino la felicità”, documentario di Chiara Andrich su Dario Buccino | Cantieri Culturali della Zisa di Palermo, 25 marzo 2013

«In quella circostanza conobbi dal vivo la musica di Dario Buccino per via di un’esecuzione di un brano per violino solo che a me parve eseguito magistralmente da Marco Rogliano. Dario Buccino, negli anni a venire, smontò questa mia convinzione – e oggi, essendo stato maggiormente a contatto con la sua idea di musica e/o di composizione, posso intuire meglio le ragioni del suo quasi dissenso di allora.

Ad ogni modo: a me, che provenivo dal rigetto ideologico e politico della composizione oggettuale, la musica di Dario mi parve molto simile [...] a quella pratica musicale (ed esistenziale) che spesso è indicata come improvvisazione radicale [...] dove [...] non è dato conoscere, prima della sua stessa esecuzione, il dato fenomenico [...]. Mi accorsi però, solo successivamente, che nel caso di Buccino di tutto si trattava meno che di improvvisazione radicale, libera o meno che fosse. 

Cercai quindi un contatto con lui maturando l’idea che nessuno meglio di me avrebbe potuto capire, amare ed eseguire le sue composizioni. Lo andai a trovare nella sua casa di Milano [...]. Mi accorsi solo lì della sua follia geniale, ben lontana dal mio modo naïf di considerare l’interpretazione della sua notazione e ci levai mano fin da subito. Sorgeva però in me l’esigenza di far conoscere questa, come altre esperienze di pensiero-azione-attraverso-i-suoni, a quante più persone possibili»

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Marco Crescimanno
Dario Buccino: per un'etica della percezione
“Festival Nuove Musiche 2014”, Fondazione Teatro Massimo, Università degli Studi, Conservatorio V. Bellini, Palermo 2014

«Dario Buccino è una delle figure più interessanti dell’attuale panorama musicale internazionale. [...] In oltre vent’anni di attività ha precorso le attuali tendenze della musica contemporanea, basate sull’integrazione di musica e performance art. Le sue opere intensificano l’attenzione percettiva e propriocettiva di chi suona e di chi ascolta, precipitandola nell’esperienza di un perdurante, intenso qui e ora.

Dai primi anni Novanta, Buccino ha elaborato il Sistema HN (acronimo di hic et nunc), un sistema musicale basato sull’organizzazione compositiva delle forze profonde del processo performativo. Nel 1994 è stato invitato come Compositore Ospite presso i Ferienkurse für Neue Musik di Darmstadt per presentare il suo sistema, definito da Heinz-Klaus Metzger un’«invenzione artistica sorprendente», in grado di «parametrizzare il dolore. 

Attraverso il Sistema HN Buccino trascende i parametri tradizionali del suono – altezza, durata, timbro, dinamica – a favore della strutturazione di fatti sonori concepiti come unione inscindibile di fenomeno acustico e processo esecutivo [...] riuscendo a creare opere di grande bellezza e potenza espressiva»

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Pietro Misuraca
‘Il Suono dei Soli’ e le lamiere di Dario Buccino 
In Curva Minore Contemporary Sounds, ed. Gaetano Pennino, Casa museo Antonino Uccello, Palazzolo Acreide, 2009, pp. 98–111

«Funzionale a questa singolare ricerca che passa attraverso la sensibilizzazione dell’azione fisica dell’esecutore è un sistema di notazione non tradizionale che Buccino ha messo a punto a partire dal 1991 e ha successivamente denominato Sistema HN.

Estraendo dunque gli eventi sonori da ogni minimo moto del corpo umano, ne distilla la verità più profonda e nascosta, rendendo così compiutamente udibile e comunicabile quella musica humana che nella famosa concezione di derivazione pitagorica – che tanta importanza conservò nel Medioevo e ancora nel Rinascimento – era l’armonia psicofisica partecipe dell’armonia del cosmo, inudibile come la musica delle sfere e comprensibile con un atto di introspezione»  

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Giovanni Damiani
Palermo: fondamenta per un ponte sul futuro 
In Musica Realtà, Milano, 2009

«Esemplare, oltre che per l’efficacia delle realizzazioni, anche del presente discorso su possibili sinergie tra scrittura e tradizioni esecutive orali, è la frequenza in tali contesti a Palermo di Dario Buccino, di Milano, come compositore, solista e coordinatore di ensemble di propria musica.

Demone solare, autore di partiture ricche di dettagli inediti, tutti concentrati sull’atto fisico dell’esecutore come veicolo di condizioni ipersensibilizzate, quasi nevrotiche, del corpo e della mente; raggiunge ciò appunto da un lato con partiture organizzate con appositi parametri fisici, dall’altro in stretta collaborazione con l’esecutore con un training diretto, lungo, impegnativo, ma anche entusiasmante quando trova i canali della giusta sintonia.

Percorso impervio o impraticabile per chi si è concentrato sempre sul suono; riscoperta di una fisicità dimenticata, per altri, obbliga a disimparare quanto appreso in anni di specializzazione, come rivelava Heinz-Klaus Metzger, da anni amico ed estimatore di Buccino, in una conferenza su Buccino tenuta a Palermo nel 1997»

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